Quella dell’ovaio policistico è una sindrome che colpisce l’apparato riproduttore di molte donne, ma che può essere tenuta sotto controllo e alla quale si può anche associare una specifica dieta che possa contrastarne alcuni sintomi.
Si parla di ovaio policistico quando si verifica la formazione di cisti ovariche dovuta a squilibri di natura ormonale, per i quali si ha una massiccia produzione degli androgeni, oppure a ragioni genetiche. Anche l’obesità e la resistenza all’insulina delle ovaie sono associate a questa patologia, a causa della quale gli ormoni femminili vengono trasformati in ormoni maschili da parte del tessuto adiposo in eccesso.
Questa patologia, se non curata adeguatamente attraverso farmaci e talvolta chirurgia, può causare alle donne che ne sono affette ciclo irregolare, infertilità e irsutismo.
Inoltre, le donne che soffrono della sindrome dell’ovaio policistico sviluppano nel 50% obesità e un aumento della prolattina. Quando all’obesità si aggiunge anche l’insulino-resistenza si rende necessaria una dieta ipocalorica a basso indice glicemico. Infine, bisogna sottolineare che l’insulina è un ormone che agisce sull’accumulo dei grassi, che col tempo fa registrare l’aumento di peso.
La dieta per l’ovaio policistico dev’essere a basso indice glicemico, per via della resistenza all’insulina e alla sua conseguente iper produzione da parte del pancreas. Dev’essere inoltre ipocalorica affinché contrasti l’aumento di peso e permetta di dimagrire anche 3 chili al mese.
Per una donna sui trent’anni di normale costituzione ma in sovrappeso, la dieta per l’ovaio policistico potrebbe essere di questo genere, con un apporto di circa 1400 kcal:
Il tutto accompagnato da circa 75 grammi di pane integrale.
Bisogna ricordare che questa dieta per l’ovaio policistico è puramente orientativa, per seguire un regime alimentare pensato apposta per il proprio corpo bisogna consultare il proprio medico.